mercoledì 30 novembre 2011

Carciofi alla giudia

Il carciofo alla giudia è semplicemente un carciofo al tegame; probabilmente il piatto era molto in voga all'interno della comunità ebraica dalla quale trae il nome.
Il carciofo è un fiore e come tale lo si trova solo in alcuni periodi dell'anno: primavera ed autunno.

Cercatelo al mercato dove potete trovare diverse varietà, qualità e prezzi. Tastateli, devono essere sodi, quelli più morbidi in genere sono più avanti nella maturazione ed al loro interno hanno quella tipica peluria fastidiosa.
Per preparare i carciofi alla giudia servono i seguenti ingredienti: carciofi (con il gambo), aglio, olio, prezzemolo, sale, pepe.

Prima di tutto pulite i carciofi: separate il fiore dal gambo, spuntatelo e rimuovete le foglie più dure, pelate il gambo.
In questa fase molti mettono il carciofo a bagno in acqua e limone per non farli annerire; io lo sconsiglio perché, anche se l'annerimento è un fenomeno detestabile, ancor più fastidioso è il gusto del limone che mal si addice a questa pietanza.
Lavateli con acqua ed asciugateli bene.
In un tegame versate dell'olio e fate imbiondire uno spicchio d'aglio.
Aggiungete i carciofi appoggiandoli a testa in giù per 3 - 4 minuti ed i gambi. Girate i carciofi mettendoli in piedi, abbassate il fuoco, salate, aggiungete un bicchiere d'acqua e chiudete il coperchio.
Quando l'acqua si sarà asciugata aggiungete pepe e prezzemolo e portate in tavola.

domenica 27 novembre 2011

Le basi 3 - La polenta di mais

Tralasciando i prodotti industriali "pronti in 5 minuti" diciamo subito che per una buona polenta bisogna cercare farine artigianali meglio se grezze. 
Ogni casa ha una ricetta diversa (qualcuno aggiunge fagioli, altri formaggio) io consiglio di prepararla esclusivamente con acqua e sale per poter utilizzare la polenta che vi avanzerà nella preparazione di altri piatti.
La polenta è infatti una pietanza molto versatile che può essere impiegata come primo e come accompagnamento agli umidi; è inoltre un piatto adatto ai celiaci. Quindi, quando decidete di preparare la polenta, fatene sempre in abbondanza!
Una buona polenta si prepara con 3,6 - 3,8 l di acqua al kg di farina, fatela bollire, salate e versate la farina agitando bene e rompendo i grumi. Fate sobbollire mescolando in continuazione per circa 40 minuti finché la densità sarà di vostro gradimento.
Impiattatela tutta e condite solo quella che servirete con il sugo che avete prescelto.
La polenta che avanzerà potete impiegarla nei seguenti modi:
1-fatela a fette, impanatela e friggetela;
2-come sopra ma al forno su una teglia unta con olio di oliva;
3-impiegatela per il bustrengo sostituendola al pane secco (dovete correggere un po' la dose di latte per avere la stessa densità della ricetta originale);
4-fateci gli gnocchi sostituendo la polenta alle patate lesse (conditi con sugo di pomodoro e casatella vi stupiranno!)

venerdì 25 novembre 2011

Voglia di primavera

L'inverno sta arrivando ma già dobbiamo pensare alla primavera.
Ho imparato a riconoscere la fine della stagione fredda da un odore che a me risulta particolarmente grato: l'aglio fresco.
L'aglio è un alimento poco apprezzato per i suoi risvolti sociali ma, oltre ad avere importanti proprietà terapeutiche, può essere impiegato proficuamente per tenere alla larga i parassiti di ogni risma, sia microbica che in carne ed ossa.
L'aglio fresco, raccolto quando lo stelo ha la dimensione di una sigaretta, viene impiegato per la preparazione di un piatto tradizionale della bassa Romagna: la goletta con l'aglio.
Purtroppo l'aglio fresco ha raggiunto dei costi elevatissimi, quest'anno lo vendevano al mercato a 1 € per 3 steli, e, se considerate che per fare la goletta ne serve almeno mezzo chilo, il costo di questo piatto può arrivare facilmente a  20 - 30 €.
Il rimedio è semplice: piantare l'aglio.
Se avete un orto, dei vasi o qualsiasi fazzoletto di terra questo è il momento per farlo.
Piantare aglio è semplicissimo, compratene alcune teste e se volete aglio fresco sotterratele intere, se volete fare aglio secco seppellite gli spicchi singolarmente.