Visualizzazione post con etichetta dolci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dolci. Mostra tutti i post

sabato 3 gennaio 2015

Panettone - Ricetta Bazu

Lo so, è molto che non pubblico una ricetta. Tra una bega e l'altra non ho mai il tempo e, siccome cerco di scrivere nel migliore dei modi, non voglio essere approssimativo o precipitoso.
Ma non temete cari gastroamanti, la sperimentazione non si ferma ed eccovi la ricetta del panettone secondo le indicazioni del mio amico Bazu che di lievitati e farine se ne intende un bel po'.

Ecco, sempre dopo i fuochi! - direte ed avete ragione ma il panettone richiede alcuni tentativi che, considerando i due giorni che occorrono per la ricetta, portano via del tempo.

Io ho utilizzato del lievito madre come previsto dalla tradizione. Se è da molto che non lo utilizzate, va rinfrescato almeno 3 volte per renderlo bello vivace. Se non avete il lievito madre potete utilizzare una biga preparata con lievito di birra.

Ingredienti per la biga
0,5 l di acqua
0,8 kg di farina forte (manitoba o similare)
20 g di lievito di birra

Impastate tutto e lasciatela lievitare a temperatura ambiente per una notte. Se utilizzate il lievito madre tenetene a parte 1,3 kg al terzo rinfresco e fate lievitare per una notte. Preparate anche gli ingredienti che dovranno essere a temperatura ambiente.

Ingredienti
0,5 l di acqua
100 g di lievito di birra (se usate quello madre potete omettere questo ingrediente)
20 g di malto
0,5 kg di zucchero
40 g di sale
0,6 kg di tuorli
0,5 kg di burro (a temperatura ambiente)
2 kg di farina forte (manitoba o similare)
1 kg di uvetta e canditi nella proporzione che più vi aggrada. Vanno bene anche le gocce di cioccolato, i fichi secchi o quello che il vostro gusto vi suggerisce.

Considerate che con queste quantità vi verrà un impasto da 6,5 kg, riproporzionate secondo le capacità dei vostri impianti domestici.

Preparazione
Sciogliete la biga o il lievito madre, assieme all'eventuale lievito di birra, con il malto e lo zucchero nell'acqua.
Aggiungere la farina lentamente.
Aggiungere al composto il sale ed i tuorli in maniera graduale.
Incorporare poi il burro lentamente, dovrà avere la consistenza di una pomata.
Quando l'impasto sarà bello liscio ed agglutinato aggiungere l'uvetta ed i canditi.
Lasciate riposare per almeno 3 h a 25 °C.
Rompete la lievitazione e fate le porzioni, chiudete bene gli impasti ed ogni mezz'ora, per due volte stringete delicatamente il fondo della forma. A questo punto ponete i panettoni a lievitare  a 25 - 28 °C fino al raddoppio del volume nelle tipiche forme di carta.
Scaldate il forno a 180 °C. Prima di infornare, con una lametta da barba, incidete delicatamente la pelle che si è creata durante la lievitazione, non affondate troppo la lama altrimenti rovinate la lievitazione.
Infornate e dopo 20 minuti mettete una presina tra lo sportello del forno; in questo modo la cottura andrà avanti ed il vapore in eccesso uscirà. Controllate la cottura osservando il colore della crosta, dovrà essere bruno, come dicono per le birre "color tonaca di frate".
Una volta cotti infilzate uno spiedino vicino al fondello dello stampo da parte a parte ed utilizzatelo per fare raffreddare il panettone in posizione capovolta.




venerdì 31 gennaio 2014

Pane di natale romagnolo

Lo so, arrivo con più di un mese di ritardo ma le ricette vanno provate e, considerando che non sono un cuoco, lo faccio quando più mi aggrada.
Questo, dovrebbe essere il pane natalizio romagnolo, assomiglia molto al pane pepato toscano ma è lievitato e si adatta bene ad una colazione con uova sode e salame.
La ricetta ve la dò così, come l'ho trovata sul libro: in dialetto e senza l'uso della bilancia.
Visto che le unità di misura sono le tazze, le manciate ecc. dovrete fare diversi aggiustamenti per arrivare alla giusta consistenza dell'impasto. L'impasto è fatto con farine deboli per cui, se volete una lievitazione un po' più voluminosa, potete rinfrescare il lievito madre con una farina forte.

Ingredienti:
a. 3 tazze di farina di grano ben setacciata
b. 1 tazza di farina di mais ben setacciata
c. 1 lb di castagne secche
d. 3 manciate di uva secca
e. 6 once di canditi
f. 4 fichi secchi
g. 1 manciata di mandorle dolci
h. 4 mandorle amare
i. mezza mela cotogna
j. una pallina di lievito grossa come una noce (qui si intende quello madre che all'epoca era utilizzato secco, di quello fresco ce ne va di più e se usate quello di birra fate prima una biga)
k. 1 cucchiaiata abbondante di strutto
l. 4 cucchiaiate di miele
m. 4 uova
n. 3 bicchieri di latte
o. pepe nero
p. 3 o 4 pizzichi di cannella
q. noce moscata grattugiata
r. 2 tazze di farina di grano
s. 5 o 6 manciate di zucchero

Procedimento:
Lessa le castagne secche e schiacciale con il ferro dei passatelli.
Metti a bagno l'uva secca.
Metti in acqua calda le mandorle e poi elimina la pellicola.
Trita con la mezzaluna e., f., g., h. e i. ed unisci il composto alle castagne schiacciate.
Impasta j. con k., l., m. e n., aggiungi o., p. e q.. Versa nel trito di castagne e canditi e impasta aggiungendo piano a. e b..
Aggiungi r., s. e d. scolata.
Impasta il tutto come per fare il pane, per mezz'ora finché l'impasto sarà bello liscio.
Fai delle pagnotte da 400, 500 g e lascia lievitare.
Inforna a 180 °C con un tegamino di acqua sul fondo, dopo 20, 25 minuti togli il tegame e finisci la cottura a forno ventilato per altri 20, 25 minuti.



venerdì 22 novembre 2013

La piada dei morti

La piada dei morti è un dolce rustico tipico della Romagna.
Viene preparato nel periodo che va dalla festa dei morti a San Martino; non esiste una ricetta consolidata: ce ne sono tante quante sono le famiglie romagnole.
Purtroppo, pur escludendo qualche rara eccezione, ho notato che, nel corso degli anni, questo dolce si è progressivamente imborghesito e si è allontanato molto dalle sue origini. Un tempo infatti l'unico grasso disponibile per il contadino era lo strutto e gli unici zuccheri erano la saba, il savòur ed il miele. Oggi questi ingredienti sono stati sostituiti da altri più raffinati: lo zucchero ha sostituito la saba ed il burro ha soppiantato lo strutto.
Gli unici elementi che sono rimasti invariati sono l'uvetta nell'impasto e la frutta secca (noci e mandorle) in superficie.
Noci e mandorle non possono mancare perché nascondono una simbologia: rappresentano le ossa dei morti.

Quindi, non soddisfatto delle ricette ormai inquinate che mi hanno consigliato, ho deciso di riformulare una ricetta di sana pianta nell'intento di ritrovare i profumi ed i sapori tipici delle campagne romagnole di settant'anni fa.
Ad onor del vero devo ammettere che non ho fatto tutto da solo ma ho avuto alcune imbeccate da un tal fornaio anarchico di Morciano.

Ingredienti:
a. lievito madre - 200 g
b. farina tipo 0 o tipo 1 - 500 g
c. uvetta - 120 g 
d. latte - 80 cc
e. strutto - 70 g
f. uva per realizzare un mosto - quanto basta per impastare
g. miele mille fiori solido - quanto basta per spenellare la superficie
h. uova - n. 1 per spenellare la superficie
i. noci - quante ne bastano per guarnire la superficie
l. mandorle - quante ne bastano per guarnire la superficie

Preparazione
Dopo aver rinfrescato il lievito almeno un paio di volte, ponete la vostra pallina a riposare.
Nel frattempo mettete in un tegame l'uva e ponetela sul fuoco. Quando questa sarà diventata molle passate il tutto al passaverdure separando così le bucce ed i vinaccioli; otterrete un mosto che porrete a raffredare (questo passaggio è importante altrimenti ucciderete il lievito). Nel frattempo mettete a bagno l'uvetta per 10 minuti circa (non fatela rammollire troppo altrimenti vi si spappolerà impastando!!)
Ora impastate a., b., d. ed e. utilizzando il mosto ormai a temperatura ambiente.

Lavorate bene il tutto: deve diventare un impasto molto liscio, morbido e lucido. Lavorate almeno una mezz'ora facendo 2 o 3 pause di 5 minuti. Infine unite l'uvetta scolata all'impasto.
Lasciate riposare un paio d'ore.
Ora separate l'impasto in palline da 3 hg ciascuna e stendetele con il mattarello a mo' di piada.
Spennellate il tutto con l'uovo sbattuto.
Guarnite la superficie con noci e mandorle.
Lasciate lievitare.
Una volta che la lievitazione è ultimata (...e qui vi dovrete avvalere dei vostri sensi di tatto e vista) infornate a 180 °C per una mezz'ora circa.
Appena tolte dal forno prendete una noce di miele e spennellate la superficie delle vostre piade dei morti.
Questa piada dei morti non è molto dolce per cui potrebbe essere anche accompagnata ad un formaggio o ad una buona fetta di salame.




Consiglio: se volete renderla più dolce e profumata potete aggiungere all'impasto del miele ed un bicchierino di anice.




sabato 5 gennaio 2013

Galette des rois

La ricetta che vi propongo è stata importata dai miei nonni che hanno passato diversi anni in Francia durante il dopoguerra.
Non fatevi ingannare dall'altisonanza del nome (torta dei re); la ricetta è estremamente semplice, la torta si chiama così riferendosi ai re magi. Si usa nascondere al suo interno una statuetta in metallo, una moneta o altro; chi mangerà la fetta con il balocco sarà incoranato re della giornata ossia dell'Epifania.
Ingredienti
n. 2 fogli di pasta sfoglia (seguite la ricetta di Giallo Zafferano, il sapore è tutt'altro rispetto a quelle confezionate)
200 g di farina di mandorle
200 g di zucchero a velo
4 tuorli + 1 da spennellare sulla torta
80 g di burro

Preparazione
Sbattete i 4 tuorli con lo zucchero a velo fino a formare una cremina biancastra, dateci dentro con la frusta, serve molta energia.
Unite la farina di mandorle ed il burro. A questo punto potete impastare con le mani.
Sulla placca da forno stendete della carta da forno e poi uno dei rotoli pasta sfoglia.
Disponente il compenso di mandorle zucchero e uovo sul foglio di pasta sfoglia lasciando un centimetro di bordo per la chiusura.
Posizionate il vostro balocco in una posizione periferica della torta all'interno della farcia.
Coprite il tutto con l'altro foglio di pasta sfoglia e ripassate  i bordi con i rebbi di una forchetta per chiudere la torta.
Spennellate il tuorlo d'uovo e disegnate con i rebbi della forchetta il motivo che più vi aggrada (vedere fotografia). praticate alcuni fori con uno stuzzicadente ed infornate a 200 °C per circa 30 minuti.
Controllate la cottura che dipende molto dal tipo e dalla marca di pastasfoglia che avete utilizzato.
Prima di servirla preparate la corona in cartone per l'incoronazione della/del bambina/o che troverà la statuetta.




sabato 15 settembre 2012

Creme caramel al caffè con odore di anice

Il creme caramel è un gran classico che non ha bisogno di presentazioni; pochi semplici ingredienti: uova, zucchero, latte ed aromi.
La variante che vi propongo è aromatizzata con il caffè e, siccome in Romagna il caffè si beve con il mistrà, ci ho aggiunto il profumo dell'anice.
Ingredienti:
latte 0,75 l
6 uova
zucchero 150 g più quello per il caramello
caffè
semi di anice

Preparazione
Preparate una moka di caffè da tre e raccogliete in una tazza il cosiddetto "estratto" ovvero il primo caffè che arriva; quello più scuro e profumato.
Nel frattempo portate ad ebollizione il latte al quale avrete aggiunto un cucchiaio di semi di anice. Appena inizia a bollire spegnete il fornello e lasciate raffreddare.
Intanto che il latte si raffredda preparate il caramello.
Prendete lo stampo in alluminio dove verrà cotto il dolce e versateci abbondante zucchero, mettetelo sul fuoco più piccolo ed iniziate a mescolare con un cucchiaio. Non impiegando acqua, dovete stare attenti a non bruciare il caramello. Quando lo zucchero inizia a fondere abbassate la fiamma e caramellatelo al punto giusto. Per verificare se è pronto, bagnateci un cucchiaino e, dopo averlo raffreddato sotto al rubinetto, assaggiatelo.
Fate molta attenzione a non scottarvi: lo zucchero fuso raggiunge i 185 °C e può causare serie ustioni. Tenete i bambini alla larga!!!
Quando il caramello sarà pronto ruotate lo stampo in modo da bagnare l'intera superficie. Questo procedimento faciliterà il distacco del dolce una volta cotto.
Ora sbattete le uova con lo zucchero, quando il composto sarà omogeneo aggiungete il latte filtrato e l'estratto di caffè. Mescolate il tutto e filtrate nuovamente riempiendo lo stampo.
Infornate a 180 °C a bagnomaria per circa un'ora.
Verificate comunque l'avanzamento della cottura forando il creme caramel con uno stuzzicadente.
Prima di sformare il dolce lasciatelo raffreddare altrimenti si rompe tutto. Guarnitelo con il suo sughino caramellato e servitelo.

venerdì 16 marzo 2012

Pagnotta pasquale - ricetta Gregoroni

Ogni piatto della tradizione romagnola presenta tante varianti quante sono le famiglie che lo preparano ed è perciò fondamentale identificarne la provenienza.
Sono ricette che, almeno fino alla generazione precedente alla mia, venivano trasmesse per materlinearità. Quella che vi propongo me l'ha data la mia mamma che a sua volta l'ha appresa da sua mamma che l'ha imparata dalla mia bisnonna e così via fino alla notte dei tempi.
Se pensiamo all'economia di sussistenza in cui si viveva 70 anni fa, la pagnotta era un piatto molto ricco e veniva preparata per una ricorrenza importante: la Pasqua.
La pagnotta è sostanzialmente un pane dolce e sostanzioso che accompagna la colazione della mattina di Pasqua che prevede: uova (benedette per chi ci crede), qualche fetta di salame (questo il prete non lo benedice), pagnotta, un bicchiere di latte ed un caffè.
Ad ogni modo, per variare maggiormente le colazioni del resto dell'anno, io che sono miscredente e che non vivo in un'economia di sussistenza, la pagnotta la faccio tutto l'anno.

Le dosi che vi darò sono adatte per la preparazione di due belle pagnotte, se siete alle prime armi dimezzatele.
Ingredienti:
farina 1,7 kg circa
latte 300 cl
lievito di birra 150 g (dal fornaio lo trovate sfuso)
zucchero 350 g
burro 150 g
uvetta passa 300 g
una presa di sale
scorza di limone grattugiata
liquore all'anice secco (tipo Varnelli) un bicchiere
uova 4 + 1 per spennellare la pagnotta

Preparazione:
Preparate un impasto con la il latte, il lievito e farina quanto basta.
Lasciate lievitare una notte e preparate tutti gli altri ingredienti lasciandoli fuori frigo: dovranno essere a temperatura ambiente.
La mattina seguente mettete a bagno l'uvetta per un paio d'ore e sbattete le 4 uova con lo zucchero, i liquore all'anice, la scorza di limone, il sale ed il burro.
Unite il composto all'impasto lievitato e lavoratelo bene aggiungendo mano a mano la farina fino ad ottenere un impasto omogeneo e consistente. Aggiungete l'uvetta ed impastate delicatamente cercando di non rompere gli acini.
Ungete una teglia, magari una di quelle a cerniera, metteteci il vostro impasto e bagnatelo con l'uovo sbattuto (non troppo, quel tanto che basta perfornirle quel colore brunito). Incidetene la superficie con un coltello disegnando la simbologia che più vi aggrada (croci, rune, pentacoli ecc.): vi servirà per controllare la lievitazione.
Lasciate lievitare qualche ora: deve raddoppiare il volume.

Infornate a 160 °C e cuocete per circa 40 minuti. Il tempo di cottura dipende dalla dimensione della pagnotta.
Appena tolta dal forno sformatela senza romperla e lasciatela riposare capovolta su un torcione.
Quando si sarà raffreddata, onde evitare che si secchi, potete conservarla in un sacchetto di plastica.
I valori nutrizionali stimati sono:
357 kcal/hg
69 % di carboidrati
9 % di proteine
7 % di lipidi.


domenica 19 febbraio 2012

Ghiottonerie di Carnevale

Nell'arco dell'anno ci sono diverse scadenze culinarie, la prossima è il martedì grasso.
L'ultimo giorno di carnevale in cucina c'è solo una parola d'ordine: FRIGGERE!
Un tempo si friggeva nello strutto che, nonostante sotto il profilo del gusto sia impareggiabile, è stato sostituito dagli oli vegetali. Per la scelta dell'olio di frittura, si deve controllare il punto di fumo: più alto è meglio è. In particolare vi consiglio l'olio di vinaccioli (punto di fumo 225 °C) e quello di arachidi (punto di fumo 232 °C). Quando friggete l'olio deve sempre essere abbondante per evitare che, al momento della frittura, la temperatura si abbassi troppo.

Ma veniamo alla ricetta.
Vi propongo queste frittelle che, da qualche anno, sono entrate nella tradizione carnevalesca della mia famiglia.
Ingredienti:
1 patata farinosa;
100 g di ricotta fresca;
1 uovo;
1 cucchiaio e mezzo di zucchero;
scorza grattugiata di un'arancia;
200 g di farina;
1 cucchiaio di lievito per dolci;
2 bicchierini di grappa o rum;
2 cucchiai di uvetta;
1 pizzico di sale;
olio per friggere.

Preparazione
Ammollate l'uvetta nella grappa/rum. Lessate la patata e passatela allo schiacciapatate con la ricotta. In una terrina amalgamate il composto aggiungendo nell'ordine l'uovo, lo zucchero e la scorza di arancia. Impastate bene ed aggiungete poco a poco la farina setacciata, il sale ed il lievito. Aggiungete infine l'uvetta e la grappa/rum. Lasciate riposare per mezz'ora.
Con un cucchiaio formate delle palline, infarinatele e schiacciatele leggermente formando dei dischi. Friggete in olio ben caldo, scolatele, asciugatele con carta da cucina e cospargeele con zucchero a velo. Servire caldo o tiepido.


domenica 5 febbraio 2012

Crèpes

Come già precedentemente descritto il cibo francese acquisisce una certa raffinatezza agli occhi degli esterofili italiani semplicemente perché ha un nome in lingua francese.
Le crèpes, che ormai si possono trovare anche alla fiera della Cipolla di Cannara, alla fine sono le piadine dei simpatici Galletti d'Oltralpe e trovano il loro impiego all'interno di piatti salati e dolci.
La ricetta per un paio di persone è la seguente.
125 g di farina
un pizzico di sale
2 uova
1/4 di litro di latte
1 cucchiaio di rum
Mischiate uova e farina e sale, fatene un impasto omogeneo e liscio, aggiungete a filo il latte mescolando piano piano senza fare schiuma e lasciate riposare per un'oretta.
Trascosa l'ora di attesa, scaldate una padella antiaderente unta ed asciugata con la carta da cucina. Una padella da 28-32 cm di diametro andrà bene.
Aromatizzate il composto delle crèpes con il cucchiaio di rum o del liquore che più vi aggrada (brandy, grappa o comunque qualcosa di secco). Prima di cuocere mischiate piano il composto, durante il riposo di un'ora la farina si sarà sicuramente accumulata sul fondo.
Versatene un mestolo sulla padella calda e, muovendo la padella fatene uno strato sottile ed omogeneo; cuocete la crèpes su ambo i lati, servono circa 30 secondi per lato.
Guarnitele come più vi aggrada: zucchero e limone, confettura, alchermes, nutella ecc.
Per le preparazioni salate potete riempirle come cannelloni oppure con formaggio, cotto o altri affettati.

Con la farina apposita è facile preparare crèp anche per i celiaci che non tollerano il glutine contenuto nelle farine di grano.





martedì 24 gennaio 2012

Zuppa inglese

Nonostante il nome è un dolce rustico tipicamente romagnolo, ci sono diverse teorie sulla sua origine ma ancora nessuno è stato in grado di addivenire ad una sintesi condivisa.
Quella che vi propongo è la ricetta più casereccia ossia quella che prevede l'impiego di savoiardi che, nelle infinite varianti di questo dessert, possono essere sostituiti con ciambella secca o pan di Spagna.
La preparazione è molto semplice perciò è di fondamentale importanza scegliere materie prime di qualità.
I savoiardi per esempio ce ne sono di vari tipi, personalmente preferisco quelli sardi, più grandi e meno standardizzati.
Poi servono le uova, prendetele biologiche e pensate a come impiegare le cere che vi rimarranno. Il latte ovviamente fresco ed intero.
Liquori: Alchermes, rum o qualsiasi altro spirito aromatizzato di vostro gradimento.
Infine, per realizzare la zuppa inglese, occorre preparare la crema e montare i vari solai di savoiardi imbibiti nei vari liquori.
Di seguito vi descrivo due ricette per la preparazione della crema.
1- Crema carica
Ingredienti: 0,5 l di latte, 130 g di zucchero, 7 tuorli, 40 g di farina, scorza di limone e vaniglia.
Preparazione: fate bollire il latte con gli odori (scorza di limone e vaniglia) e, nel frattempo, impastate i tuorli, lo zucchero e la farina. Mettete sul fondo di un tegamino il composto di uova, farina e zucchero e versateci a filo il latte bollente precedentemente filtrato. Durante questa operazione continuate a mescolare. Una volta versato il latte accendete il fuoco e continuate a miscelare fino a quando la densità sarà di vostro gradimento.

2- Crema meno carica
Ingredienti: 0,5 l di latte, 150 g di zucchero, 4 tuorli, 70 g di farina, scorza di limone e vaniglia.
Preparazione: come per la Crema carica.
Ora, per la zuppa inglese servirebbero almeno due creme di diverso colore: quella normale e quella al cioccolato. Per quella al cioccolato aggiungete due cucchiai di cacao amaro al posto al composto di tuorli e restate più scarsi di farina; in questo caso non usate la scorza di limone: con il cacao non ci sta bene! Per dare più colore è possibile preparare una crema verde semplicemente aggiungendo al latte cinque foglie di spinaci lessati e frullati.
Prima di comporre il dolce riponete in frigo le creme poi procedete come segue.
Imburrate una teglia di coccio e foderatela sui lati con savoiardi imbevuti nel rum. Fate attenzione a non esagerare con il liquore altrimenti il biscotto lo cederà in seguito. Spalmate sul fondo una delle vostre creme e coprite lo strato con savoiardi imbevuti nell'Alchermes, procedete così alternando le vostre creme per almeno 3 solai di savoiardi. L'opera va completata con un ultimo strato di crema con la quale potrete sbizzarrirvi nel creare vari disegni per perfezionare la vostra creazione.

venerdì 16 dicembre 2011

Yogurt anarchico

Ovviamente uno yogurt non può avere connotazioni politiche ma la scelta di come procurarselo sì.
...e cosa c'è di più anarchico del rompere le uova nel paniere alla grande distribuzione ed alle sette sorelle?
Lo yogurtino nel vasetto di plastica infatti ingrassa più i petrolieri degli allevatori: il prezzo praticato serve in gran parte a coprire le spese dell'imballo e del trasporto.
Lo yogurt fatelo in casa!
Prendete del latte fresco o UHT, intero o scremato, di mucca o di pecora o di capra, insomma come lo preferite.
Comprare l'ultimo vasetto di yogurt della vostra vita, io vi consiglio uno yogurt intero e senza zucchero, magari greco (paese di grande tradizione anarchica); l'importante è che riporti la dicitura "fermenti lattici vivi".
Sciogliete lo yogurt nel latte e versate tutto in un vaso ermetico. Coprite il vaso con uno straccio e riponetelo  in una zona temperata (20 °C) della casa.
Dopo un paio di giorni il latte avrà cagliato e potrete sentire il tipico odore acido dello yogurt.
Passate il tutto da un colino e conservate i fiocchi di fermenti che si fermeranno sulle maglie della rete.
Chiudete lo yogurt in un canovaccio per filtrare il siero, serviranno almeno un paio d'ore, dipende dalla densità che voltete conseguire.
Con il siero potrete nutrirci eventuali animali domestici mentre lo yogurt riponetelo nel frigorifero in un contenitore ermetico.
Potete riavviare il ciclo conservando i fermenti rimasti nel colino o parte dello yogurt che avete prodotto.
Potete impiegare lo yogurt come più vi aggrada, aromatizzandolo con marmellate, con miele e noci o preparando salse salate (tzaziki per esempio) che possono sostituirsi degnamente all'uso della ipercalorica maionese.

domenica 20 novembre 2011

E' bustrèng

Facendo i conti sulla mia ricetta ho ricavato i seguenti valori nutrizionali:
-proteine 5,1 %
-carboidrati 32,7 %
-grassi 7 %
-valore energetico 208 kcal/hg

E' bustrèng

E' bustrèng, italianizzato bustrengo, è un dolce povero tipico della Romagna. 
L'aggettivo "povero" descrive il piatto sotto l'aspetto del suo costo ma è completamente fuorviante se si pensa alle sue caratteristiche nutrizionali. Il bustrengo è un dolce calorico e completo: proteine del latte e dagli albumi, carboidrati dal pane raffermo e grassi dal burro e dai tuorli.
Distinguete quindi sempre il valore economico da quello nutrizionale!!
Questo è un dolce che non si compra, si fa in casa ed ogni casa ha la sua ricetta perciò quella che segue è solo una delle possibili varianti.


Le seguenti dosi sono per un bustrengo grande quanto il padellotto normalmente in dotazione per un forno standard.
Procuratevi 1 l di latte, 400 g di pangrattato, 3 uova, 100 g di burro, 150 g di zucchero, 250 g di uvetta la scorza di un'arancia.


Prima di tutto ammollate l'uvetta in acqua fresca ed il pangrattato nel latte. Levate dal frigorifero il burro e le uova.
Sbattete le uova con lo zucchero ed unitele al pangrattato ammollato. Unite anche il burro ormai rammollito. Condite i tutto con la scorza grattata dell'arancia e mescolate fino ad ottenere un impasto omogeneo. Aggiungete l'uvetta scolata e miscelate gentilmente evitando di rompere gli acini.
Sul fondo del padellotto di cottura metteteci della carta da forno, versateci sopra il composto e distribuitelo uniformemente (l'altezza ideale è di circa due centimetri). Infornate a 180 °C per 45'.
Una volta cotto tagliatelo a rombi e servitelo.


NB: per fare la mezza dose usate due uova.