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mercoledì 7 maggio 2014

Seppia con i piselli

L'evoluzione, tra le altre cose, ha consentito a due esseri viventi di incontrarsi periodicamente in un tegame. Mi riferisco alla seppia ed ai piselli: le seppie in questo periodo si avvicinano alla costa per la riproduzione e vengono pescate in quantità, analogamente negli orti i piselli maturano e sono pronti per essere raccolti.
L'intelligenza umana, non ne serve molta in questo caso, ha fatto il resto: ha unito la seppia ai piselli!

Ingredienti:
3 belle seppie nostrane
1 kg di piselli freschi in baccello
1 kg di pomodori freschi
aglio fresco
un bicchiere di vino bianco
prezzemolo
sale, pepe ed olio
peperoncino e scorza di limone (a seconda dei gusti)

Procedimento
Pulite le seppie rimuovendo il becco, gli occhi, le interiora e la pelle (potete conservare, anche surgelandole, le sacche di inchiostro per la preparazione di un risotto al nero di seppia). Tagliate le seppie grossolanamente.
Preparate un soffritto con l'aglio fresco, un po' di prezzemolo e la seppia.
Sfumate con il vino bianco e poi aggiungete i pomodori passati al passaverdure. Lasciate cuocere per un'oretta. Salate, pepate ed aggiungete la scorza di limone grattugiata ed il peperoncino secondo il vostro gusto.
Nel frattempo conciate i piselli e cuoceteli in acqua salata bollente per 5 minuti e scolateli.
La seppia deve essere ben tenera e va cotta per più di un'ora.
Cinque minuti prima di portare in tavola unite i piselli e del prezzemolo fresco tritato. I piselli, aggiunti solo alla fine, manterranno un bel verde brillante molto più gradevole alla vista.
Servite e gustatevi questo semplice e gustoso piatto stagionale!



lunedì 19 dicembre 2011

Cibo da cassaintegrazione 2 - La lingua di bove

Il bovino, che una volta era anche un trattore, nel nostro mondo tecnologico è diventato esclusivamente una fabbrica di carne, latte e derivati. In dialetto veniva chiamato "la bes-cia" nella sintesi, tipicamente romagnola, di incarnare un concetto platonico in un'entità reale e tangibile; un altro esempio è "'e mutor".
Mangiare carne di bovino era un lusso e, considerando che i tagli migliori andavano al padrone, al contadino rimanevano le carni che, pur essendo di minor valore, venivano onorate debitamente.
I bovini non sono fatti di sole fiorentine e filetti, c'è anche il resto!
La lingua, per esempio, è un ottimo pezzo, è infatti un muscolo magrissimo che, non avendo ossa, non ha nemmeno legamenti. Inoltre, fatto che non va trascurato in periodo di crisi, costa poco; io l'ho trovata a 7,5 €/kg.
Lessatela con un gambo di sedano e una cipolla (in pentola a pressione servono 40 minuti). Toglietela dall'acqua e lasciatela raffreddare. Rimuovete la pelle e tagliatela a fettine.
A questo punto il Sacro Testo fornisce numerose varianti per la sua preparazione.
Personalmente preferisco ripassarla in padella con un sugo di pomodoro e piselli.